Eratoterapia recensione di Paola Lucarini

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“Nella Raccolta “Eratoterapia”, Giuliano Ladolfi Editore, la trasparenza della gioia e della convinzione di vivere manda bagliori come se perfino l’Arno torbido ed inquieto come noi d’improvviso diventasse limpido torrente.

Un manto di luce rossa

sulle acque dell’Arno

fino all’orizzonte.

Grigia la fuga dei ponti.

Sullo sfondo un aereo

in discesa, trafitto

da schegge di fuoco.

Aleppo è vicina.

E il rosso del sangue.”

E’ così che il tuo cuore s’incendia d’entusiasmo, anche per grazia del contatto con le nipotine, adorabili protagoniste della tua storia esistenziale.

Il nonno lavora?”

Sì”. “Che lavoro fa?”

Fa il poeta”.

Non è colpa mia

se Anna crede questo,

del nonno.

È nell’età

dell’innocenza, le si può

concedere tutto.

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Cara Marta,

ti scrivo questa lettera nel momento in

cui cominci a comporre i primi versi.

Credo che sia possibile curarsi con la poesia, per

vincere le paure, stati di sofferenza, per stringere

sogni che passano in volo, per divertirsi. …

Ma soprattutto il segreto del miracolo si trova in te stesso, nel tuo coraggioso sorriso d’anima che pur valutando anche casi in negativo tuttavia riemerge a cieli sereni, armoniosamente visibili subito.

Nella notte mi sveglio

il sonno sparisce

vola via lontano.

La poesia prende il posto

dei sogni, compongo

in versi suoni e silenzi.

A un certo punto però ti chiedi: “riuscirò a scoprire / all’arrivo sulla cima/ il senso della vita?”

Sono giunto al prato

dove sorge la baita,

a tre quarti del cammino.

Avanzo per i fianchi

della montagna

fino alla vetta

vestito da scalatore

corde, chiodi

ramponi, piccozza.

Riuscirò a scoprire

all’arrivo sulla cima

il senso della vita?

A me sembra che tu l’abbia già da ora molto chiaro. Sta nell’accogliere con naturalezza riconoscente, con semplicità ed innocenza, ciò che la vita offre di lucente ogni giorno senza offuscarlo con il tocco di una mano impura: così le parole che pronunci è un grazie che risplende allo sguardo degli altri: tu comunichi coscienza. Sì, in queste pagine la vita riconosce i suoi passi innamorati sulla terra dell’umanità.”

Paola Lucarini Poggi,

Firenze, gennaio 2018