Il Corpo, L'eros - recensione di Nicola Licciardiello

Stampa

... è difficile vedere concentrata in così poco spazio, un piccolo volumetto, tanta 'carne al fuoco'

(è il caso di dire), di diversissima origine e declinazione, ma in molti

casi di sicura liberazione, affermazione, rivendicazione... e consapevolezza.

L'effetto di verità di quasi tutta questa poesia è gratificante, è come se finalmente

anche l'uomo potesse ascoltare quanto di lui le donne dicono, ciò che hanno

provato (e troppe volte taciuto) con lui, per lui, di lui... trasversalmente a età

e continenti, questo è finalmente il Canto d'Amore della Donna (universale) !

E se non sono poche le Rivelazioni dell'Indicibile, qui finalmente detto da artiste,

fra le più intriganti sono per me le trasposizioni linguistiche, tipo "che baci appassionati/

si danno di nascosto le tue rime/...è godimento avere in bocca il senso/da capire" (Silvia Bre),

o "scrivimi sul corpo" (Grazia Fresu), e poi (sempre più sottile), "bacia il peso della piuma/

che non si posa" (Valentina Meloni), "quando il fiume si faceva /mare e questo acqua dolce/

...questo è il non luogo,/la non ora: un solo battito/d'ala" (Ester Monachino)...

L'esemplificazione potrebbe ben continuare e – anche se in via di principio non condivido

la separazione, nemmeno la distinzione fra poesia femminile e poesia maschile

(secondo l'assai formalmente opinabile saggetto finale di Antonio Melillo),

devo ammettere che io (maschio) non saprei dire specularmente

la "cosa strana" di Silvia Rosa ("vorrei baciare tutte le donne /che hai amato")...

Dunque, gran complimenti per il tuo mirabile lavoro, un'antologia così Necessaria,

in cui limiti le tue note alle distinzioni formali sul diverso stile delle poete,

e, in conclusione, direi che mi spiace non vi sia il mio nome in questo libretto d'oro...

Vivo ormai in uno spazio sempre più rarefatto,