L’uomo è nato vagabondo, viaggiatore. Il suo comportamento può diventare nomade per necessità, ma il viaggiare è uno dei suoi più forti istinti, un tratto essenziale del suo esistere. Tutto, del resto, è viaggio perché tutto è sempre un percorso tra due punti, un movimento. Così, nascere, raggiungere questo mondo dalle profondità cosmiche dello spirito, è un viaggio. Crescere, trasformarsi in esseri senzienti, è un viaggio. Esistere in ogni istante è, di per sé, un viaggio. Ma non c’è viaggio senza coscienza, senza comprensione, in chi lo compie, del posto che occupa nell’universo. Se l’essere umano non sa in quale punto del cosmo si trova, non può in alcun modo sapere qual’è la destinazione del suo andare.
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