In un’epoca in cui la poesia rischia di diventare troppo ermetica o troppo confidenziale, Maria Teresa Coppola riesce a trovare un equilibrio tra intimità e universalità, tra forma e contenuto, tra dolore e bellezza.
Le sue poesie non cercano di consolare, ma di riconoscere il dolore, l’amore, la solitudine, la meraviglia. Nell’istante del disvelamento offrono al lettore un dono prezioso: la sensazione di non essere solo (dalla prefazione di Ivano Mugnaini).