Menotti Lerro batte il suo verso su vari materiali. Componendo, è vero, un’unità di Decanto, di sorta di anti-canto che è al tempo stesso decantazione di rabbie, forse di ebrietudini, di dolori recenti e remoti, ma anche di finzioni e gioco letterario.
Una poesia che appare lontana dai toni dimessi – più di vita sfibrata che di vita decantata – di parecchia poesia italiana contemporanea. Quella con cui tra l'altro, in versi satirici, Lerro se la prende (Davide Rondoni).