La raccolta di Paola Crisostomidis Gatti possiede una propria unità di ispirazione all’interno della figura dell’“homo viator”, che nell’individualità dell’io lirico rappresenta una tendenza propria del nostro periodo storico.
Questo è il pregio dell’arte, in questo caso della poesia, di riprodurre nell’esperienza individuale il cammino dell’intera umanità, tesa tra miseria e grandezza, tra bene e male, tra finito e infinito, tra disperazione e speranza in un cammino destinato a non esaurirsi mai.