La paranoica geometria del sogno conclude la trilogia di raccolte poetiche, incominciata con Non c’erano fiori (Giuliano Ladolfi Editore) e Il Deserto di Milano (Edizioni Ensemble), ma scavando la ferita in maniera più profonda: completamente ambientata nel subconscio, è una sfilata di incubi in cui emergono – narrati in maniera simbolica – i traumi dell’io lirico, in spazi e personaggi onirici che, come nei sogni, vivono una continua metamorfosi.
Si tocca il profondo dell’abisso, ma per arrivare infine alla speranza, in una ricerca della sacralizzazione del dolore per poter rinascere, ritrovare la luce bianca.