Il filo conduttore che collega le varie parti di cui si compone questa raccolta di versi di Giorgio Perrone è racchiuso nel titolo “Percorsi”: dunque, momenti di un cammino che dipingono, come in un affresco, le alterne vicende dell’esistenza.
Allo scorrere nel tempo e nello spazio della vita nella sua ordinaria ferialità fa da contrappunto l’emergere di sentimenti diversi, persino contrastanti, frutto dell’essere “gettati” – si direbbe heideggerianamente – nel vortice di esperienze spesso imprevedibili e ingestibili (Giannino Piana).