Il «movimento» di cui parla Roberto Cogo in questo nuovo libro ha un fluire danubiano, senza scosse, in armonia con l’asse terrestre e con i battiti del suo cuore. E persino con le sue convinzioni sul mondo, dove la storia e la politica sono deformità patologiche, mentre la natura, che pullula sotto e fuori dalla coltre degli artifici umani, è madre terrestre, fonte continua d’insegnamento. Essa non ci nasconde il dolore; semplicemente lo rende abitabile, senza abbellimenti retorici o ideologici. La poesia, che è «ricerca esasperata in briciole d’eterna bellezza», opera infatti entro una verità «dove la morte è sempre compresa», come già gli amati suoi poeti americani avevano annunciato (Stefano Guglielmin).