Luisa Fernanda Trujillo, una delle voci più libere e più intense dell’attuale scena poetica colombiana, ha vissuto e continua a vivere lontano dal palcoscenico mondano e dall’organizzazione culturale. Quel desiderio di non apparire a tutti i costi è del tutto condiviso da chi, come me, nutre un senso di rifiuto nei confronti della chiassosa e volgare affermazione di una società letteraria presenzialista, sempre più effimera e priva di valori. Luisa Fernanda è una poetessa di grande integrità morale e forti convinzioni, che corre il rischio di apparire inattuale nel nostro tempo spettacolare. Non sorprende, quindi, la scarsa attenzione che le viene concessa in antologie, repertori o dizionari critici-bibliografici del-l’attuale poesia colombiana, che, a volte, sono affollati di nomi di valore letterario scarso o nullo (Emilio Coco).
Luisa Fernanda Trujillo Amaya (Bogotà, 1960) è poeta e docente universitaria. Insegna Creazione Letteraria all’Università Centrale di Bogotá.
Ha scritto tre libri di poesia: De soslayo, prendada, pubblicato dalla “Fundación Palabra a Tiempo” nel 2010; Trazo en sesgo la noche, uscito nella Collana “Un libro por centavos” dell’Università Externado de Colombia nel 2012 e En tierra, el pájaro olvida cantar (tradotto in italiano da Emilio Coco, con il titolo A terra, l’uccello dimentica di cantare, Raffaelli Editore, Rimini, 2016).
È stata invitata a vari festival internazionali di poesia nel suo Paese e all’estero.
Sue poesie sono state tradotte in inglese, francese e italiano e sono apparse in riviste e magazine in Colombia, Messico, Spagna, Italia e Bolivia. Figura in antologie pubblicate in Spagna, Italia e Colombia.