CLAUDIO PAGELLI
“le formiche”
una volta, da bambino
ne avrò bruciate a decine
forse l’intera colonia…
(ree la sera prima
di una spedizione furtiva
sul braccio ingessato
del mio amico di cortile)
era l’ira della facile vendetta
la crocefissione perfetta
di un dio minore, la felicità medievale
dell’inquisitore…
“il ragno”
il ragno ci guarda dall’alto
(appeso col suo filo
all’angolo buio del soffitto)
chissà che ne pensa
del nostro chiacchiericcio
nel suo parapendio domestico,
quali le priorità dell’aria
e della terra vista al rovescio…
“lo scarabeo”
anche nelle notti senza luna
trova sempre la sua strada
(l’ho letto da qualche parte
una rivista, un articolo di giornale)
o nell’aria che respira nebbia
come in quella poesia di whitman -
un’acrobazia fatta di stelle
è la sola bussola
che gli occorre…
***
The fly, the mosquito, the bug, the wasp, the lizard, the gecko, the cockroach, the spider, the ants, the dragonfly, the scarab: a minimal "bestiary" consisting of eleven "portraits" in verse, which arise from an alienating look at reality.
Characteristic of these compositions is the author's disposition to capture of a momentary animal action all the scenic components: the perfumes, the atmosphere, the movement, the environment, the interaction with the human race.
There come out live and true paintings that are to be interpreted as parts of a larger fresco than the labor of living within the living universe, of which man is also a part.
***

