George Bernard Shaw disse: “Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima”, non fosse per questo che l’uomo legge, osserva, scruta, si ciba dell’arte in qualsiasi forma per arrivare a sé.
Trovarsi davanti al Diarietto Cattolico del giovane Casali, significa rimettere in circolo domande sulla propria essenza, sulla società, su Dio.
Domanda essenziale che bisogna porsi prima della lettura: occorre essere indottrinati di religione per poter leggere questa opera? Certo che no, e, soprattutto, un argomento così poco inflazionato può dimostrarsi profondamente intelligente, pieno di carico emotivo e pieno di luci ed ombre.
Chiunque voglia leggere questo “piccolo diarietto” può soltanto addentrarsi in un bosco fitto di domande e trovare in fondo al tragitto le sue personali risposte.
É sicuramente un cammino intenso nella sua brevità. Ma non vogliamo svelarvelo del tutto. Definito “un piccolo miracolo”, è una fusione di poesia e religione, quest’ultima non sempre viene richiamata ma piuttosto viene fatta sentire come “presenza”, come se facesse parte di un continuo interloquire interiormente in preghiera. Attraverso questo componimento poetico particolarmente intimo e musicale, il Casali si accosta in particolar modo agli errori umani e al finto perbenismo che pervade la nostra società, al cammino di uomo con le sue cadute e le sue perdite.
Come può, un uomo circondato dalla patina dell’opaco perbenismo scorgere la Verità? Come può tornare alle origini e rispondersi? Cinquanta pagine che non bastano.
“Un po’ di verità per favore/sul mio corpo che non ha la risposta/dell’anima persa che male”.
Ecco un estratto.
Silenzio
C’è chi dice bisogna contemplarlo
o starci rumorosi nel silenzio.
silenziosi con cura poi curarlo.
Ma silenzio è lo stare cristosenza,
il silenzio tumorale assenza.
non si cura lo sai che cosa manca.
Attesa che i corpi si ritrovano
Nulla più che come te
l’amore, rinuncia e croce
in questa vita, nella sua morte
che poi non è morte perché
vive ancora e ti pulsa nel cuore,
ti consuma e preserva
l’attesa che i corpi si ritrovino,
si facciano carne
una sola, senza tempo –
che cos’è mai il tempo.
Compieta
…riappacificare
ciò che so con la testa e con il cuore
diventare con lo stomaco
metabolismo, bile…
scenda su di me signore
la tua pace quando dormo
Resurrezione…

