In questa raccolta di poesie troviamo le tracce di un’epoca, orme non sempre riconoscibili di quel periodo che è uscito dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e che ha attraversato un Quarantennio (tale lo ritengo dal 1948 al 1991 e me ne assumo la responsabilità) di pace e di stabilità, relative ovviamente, tuttavia sostanzialmente riconducibili a un equilibrio internazionale.
Ma qui non c’è nostalgia per i “bei tempi andati”, sarebbe troppo semplice per un poeta e saggista attento e curioso quale l’autore è. Egli resta convintamente partecipe di un’età in cui i cambiamenti sociali e culturali prodotti in grande parte dalla diffusione dell’impero tecnologico non permettono più il darsi di una poesia che sia sicuramente fondata su un verso che si possa attaccare, quasi incollare, e che possa attecchire su dati di realtà piuttosto consolidati (dalla prefazione di Roberto Dall’Olio).
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