Esiste un modo di addentrarsi nel pensiero come in un’esperienza fisica: con i sensi all’erta, pronti a farsi ferire e stupire.
È quello che accade in Chiuda gli occhi, Signor Schopenhauer, una raccolta che nasce al crocevia tra filosofia, mistica e vita vissuta, senza mai accontentarsi di scegliere tra queste dimensioni.
Le poesie si muovono in un’opera di continuo attraversamento, come se il confine tra idea e corpo, tra citazione colta e grido personale, fosse la materia stessa di cui sono fatte (dalla prefazione di Sara Ferrari).
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