Ci troviamo di fronte a un romanzo complesso per la possibilità di diverse sfaccettature interpretative.
Il lato storico va individuato nel periodo che va dal 1968 al 2008 con i relativi cambiamenti economici che comportano il passaggio da un mercato nazionale a un mercato globalizzato; quello sociale con il mutamento dei rapporti tra le generazioni; quello gnoseologico contraddistinto dall’irruzione del relativismo, che rimette in crisi millenarie certezze; quello letterario che dalla tradizione attinge gli strumenti per una rappresentazione postmoderna.
Il profondo mutamento viene colto in modo particolare nelle problematiche presentate che vanno dall’educazione all’affettività, ai rapporti interpersonali e familiari, al lavoro, alla religiosità, alla vita e alla morte, mediante un’introspezione psicologica in cui la luce delle certezze si attenua in un grigio indistinto, secondo il quale il bene e il male si sovrappongono in modo inscindibile.
Non si tratta di avanzare nuove interpretazioni del mondo, ma del tragico smarrimento di ogni certezza, il quale corrode l’animo dei protagonisti, segnati da vicende personali meravigliose, esaltanti, e contemporaneamente meschine e deprimenti, capaci di mettere a nudo l’intima contraddittorietà dell’essere umano e dell’attuale periodo storico.
La vicenda si svolge nella zona piemontese tra Borgomanero e Stresa.
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