La scrittrice non rievoca solo una vicenda personale, ma coglie l’aspetto più profondo del nostro essere, catena di un percorso biologico, destinato però a superarlo nella tensione verso una realizzazione completa, perfetta, assoluta, al di fuori del tempo e dello spazio”.
Potrei scrivere
che le sofferenze vere
hanno radice comune,
generano lo stesso groppo
che inchioda la grazia dell’aurora
ad una sedia dura e scura.
Ma sarebbe un parlare per concetti,
un inutile tributo ai nostri schemi:
descrivere una pena astratta,
che non c’è,
che niente produce.
Resta vera
la mano che vuoi e che non ti tocca,
il tuo viso
che in essa scivola
piano piano.
Il profondo silenzio attorno,
l’immenso, inutile spazio.
*
LEZIONE DI FISICA
Si parla di misteriosi neutrini.
Tepore nell’aria unisce le menti,
tra i banchi spira sorpresa
e in gioventù fremente si ferma.
Si parla di inavvertibili neutrini
di muoni sfuggenti, leggerissimi pioni
e ci inondano in sciami tranquilli.
Si frantuma l’aria e ci disorienta,
sfuggono le regole del consueto,
e s’impone la mia volontà e sconfina
dettando le sue eretiche leggi.
Ed eccoti qui,
persona o sequenza d’atomi;
vivo e intatto,
vittorioso sulla tua tragica assenza.
Ancora mi è dato di vederti
in questa luce piegata.
*
Le scale mai ti conducono
a scenari inaspettati,
l’affanno si moltiplica.
Le mura hanno la tua forma.
Esci, chiedi ospitalità
a un pescatore della costa.
Oppure fingiti in un mattino diverso,
rabbividisci per il mare
che giunge al tuo portone.
Nel buio
la montagna avvicina la luna:
per contenerla
il cielo allarga i margini.
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Annalisa Ciampalini è nata a Firenze nel 1968. Si è laureata in Matematica all’Università degli Studi di Pisa, materia che insegna all’Istituto “Enrico Fermi” di Empoli. In poesia, ha pubblicato la raccolta “L’istante si dilata”, Ibiskos Editrice, 2008 e “L’assenza” con Giuliano Ladolfi nel 2014.

