Nella realtà fisica si genera la biologia e quello che siamo anche se tutto è frutto di un mistero che piano piano si lascia conoscere; mistero che è anche nelle corde di ogni essere umano. Il dolore provoca una ricerca e una sedimentazione di quell’altro mistero di cui non si può fare a meno e che è il ricordare: “Il luogo ci scorre dentro e diventa simbolo”. Ognuno ha una geografia personale (“...cammino in quel giardino ,/cercando il nostro incontro,/ nessuno mi vede”) nella quale torna con gli altri o per evocare gli altri e gli assenti. Si dà vita così a un processo di 1evigazione, necessario, ma dal quale bisogna uscire (“E’ ora di parlare/ di quando si comincia/ ad assimilare le foto). Le fotografie sono uno strumento potente per alimentare i ricordi.
Gli indiani le temevano perché sostenevano che rubassero l’anima, che fermassero la vita. Se si
vive dell’immagine di sé e degli altri, si prende una Strada pericolosa. Interessante, a questo riguardo e al contrario, il percorso di riappropriazione degli altri e della città “che emerge dalla carta”, per tornare ad abitarci essendo presenti a se stessi e agli affetti che si hanno e a quelli nuovi che si affacceranno.
Prima de ‘L’assenza’, Ciampalini ha pubblicato nel 2008 la raccolta di poesie ‘L’istante si dilata’ (Ibiskos Editrice Risolo), nello Stesso anno e per la stessa casa editrice ha pubblicato anche un racconto per un’antologia ‘I Colori della Pace’. Nel 2009 ha partecipato al concorso “Città di Salò” vincendo il premio della giuria per la poesia inedita. Ha partecipato a vari reading e convegni di poesia e letteratura.
Michele Brancale

