La tv degli ultimi 30 anni viene raccontata da Conti – prima con gli occhi di devoto spettatore e poi con quelli di addetto ai lavori - che addossa simpaticamente a Mike la ‘colpa’ (da qui il titolo dell'opera) di aver dato vita negli anni Ottanta insieme all’imprenditore Berlusconi alla tv commerciale (quella Fininvest che sarebbe divenuta la grande realtà Mediaset) e di avergli fatto amare la tv tanto da indurlo a lavorarci.
“Questa è la storia – spiega Conti nella prefazione - del modo in cui una grande passione possa legare indissolubilmente un fan al proprio beniamino televisivo. Nello stesso tempo queste pagine vogliono essere un messaggio per tutti coloro che credono fortemente in un ideale senza farsi scoraggiare dalle difficoltà incontrate lungo il cammino”.
Nicolò, figlio del presentatore scomparso improvvisamente l’8 settembre del 2009, sostiene che la storia raccontata da Conti “sarebbe piaciuta molto a mio papà. Il suo racconto ha il sapore di una fiaba a lieto fine, è il percorso di un uomo che ha creduto fino in fondo nel suo sogno”.
Menzione particolare al ‘Dicono di Mike’ dei diversi capitoli, ovvero pagine dove diversi personaggi – alcuni famosi, altri meno noti al pubblico - rievocano aneddoti del Mike che hanno conosciuto personalmente: dai presentatori Pippo Baudo, Fabio Fazio e Fiorello alle vallette Susanna Messaggio, Antonella Elia, Miriana Trevisan, dagli autori Ludovico Peregrini, Alvise Borghi e Davide Tortorella ai registi Mario Bianchi e Tiziana Martinengo fino ai più stretti collaboratori.
Parte del ricavato delle vendite del libro – primo step di un progetto editoriale più ampio che includerà una mediateca virtuale con tutte le ore televisive di Mike – sosterrà progetti di utilità sociale della Fondazione Mike Bongiorno.
Laura Brivio

