A gettare la luce sullo scenario orrido e devastante della guerra civile sono gli occhi di una donna, eroina, partigiana, cronista inconsapevole, ma anche vittima fragile ed indifesa. Un faro che di versi in versi illumina gli scenari della guerra, parti di storia che andrebbero dimenticati: Finiremo tutti come alberi spogli.Oxana è vittima della guerra, è colei che tramite i versi, vuole testimoniare senza retorica la pietà, lo sfinimento, la desolazione e la morte. La poesia di Boietti sente il bisogno di testimoniare che la guerra è la più grande offesa alla dignità dell’essere umano. Oxana è il grido di dolore della fragilità umana, per questo è donna, per questo è sogni, per questo è aspirazione interiore all’infinito(Giuliano Landolfi). I suoi versi tracimano nella neve, nel ghiaccio e nel gelo, mentre la terra ancora palpita sotto i colpi della follia. Tutto appare come bloccato in una sospensione, una morsa algida. Metafora di un paesaggio sottratto alla consueta rappresentazione sotto il fragore dei fucili. Una terra che passa dal freddo alla morte. Il gelo è reale ma anche metafora, tenderà a sciogliersi mostrando gli antichi motivi. Gli alberi riporteranno le foglie, la speranza risorge: Pianteremo un albero/sì, pianteremo un albero/in ogni piazza per appendervi quelle mostrine—c’è ancora luce per uscire.Per Boietti si può ricostruire la vita, per onorare tutto quel sangue versato.

