La poetessa procede con vigorose pennellate scandite dalla paratassi, dall’accostamento di percezioni interne ed esterne che trovano unità nel “divenire” del reale e nel divenire della scrittura stessa, attraverso una frammentazione che si configura come segno stilistico della tensione dell’animo, di quel cor inquietum di agostiniana memoria alla ricerca di un riposo sentimentale, di una quiete esistenziale e di una sintesi gnoseologica[…].
ESTRATTI
VAJONT. L’ONDA INFAME
D’un tratto
il buio
brivido di morte.
Occhi allucinati
sbarrati
nella notte
del mondo.
Vento furioso
senza tempesta.
Parole sospese
in grida di terrore.
Volti strappati
alla vita.
Il tutto, il nulla.
* * *
VIENNA
Dalla bruma autunnale
improvvisa appari
regale, austera,
visione d’incanto.
Le vie, i giardini, i palazzi
raccontano tempi lontani.
Quando a sera
di luci soffuse
ti vesti,
tu magica,
simile a dea,
abbagli.
Ricordi i valzer, gli amori,
di corte gli intrighi?
Ancor ne profuma l’aria.
Note echeggiano
di un solitario violino
nel buio infinito.
* * *
PRIMAVERA
Il profumo della primavera
tenevo fra le mani
mentre piangevo
sino a tramutarmi in acqua.
L’Universo era in me
ed io in Lui.
Con occhio chiaro di fanciullo
mi struggevo
al rinnovato incanto
della Natura.
E nel silenzio lungo
un fruscio di fronde
udivo leggero.
In bocca sentivo
il sapore dell’eterno
e l’animo mio estatico
si dissolveva
come goccia nel mare.
* * *
AMORE
Amore
motore di tutte le cose
nel cuore
ora posa
e più non stupisce.
L’incanto è svanito
svanito il dolore
ma l’animo sente
oltre il grigio torpore
fremere ancora
seppur di lontano
l’aria odorosa
del dolce ricordo.

