Ciò non toglie che il bisogno religioso nell’uomo tuttora sussista. Si tratta di saperlo adeguatamente coltivare, proponendo una visione della fede, che non può ridursi alla adesione a formule dottrinali o all’osservanza di un catalogo di norme, ma è incontro con una Persona, quella di Gesù; è avere fiducia in lui e consegnarsi a lui. Una fede che, lungi dal crogiolarsi nella sicurezza fa costantemente i conti con l’incertezza e con il dubbio; che pone soprattutto al centro come scelta di vita la sequela del Maestro, ispirando la propria condotta al comandamento dell’amore.
Questo suppone la capacità di prendere decisamente le distanze da una concezione falsa e idolatrica di Dio, il Dio onnipotente, essere perfettissimo e giudice severo, per fare spazio a un Dio debole e povero, il Dio di Gesù, che nasce in una capanna e muore sulla croce. Un Dio, dunque – come sottolinea con insistenza Don Giuliano – che si fa vicino ai poveri e ai peccatori, che preferisce il pubblicano pentito al fariseo che rivendica il proprio essere giusto, il fratello minore che torna a casa a quello maggiore che vi è sempre rimasto senza coglierne il reale significato, il samaritano considerato eretico al levita e al sacerdote osservanti della legge.
E’ questa la specificità della fede, che si differenzia da ogni forma di religione, nella quale incombe la tentazione di costruirsi un Dio di comodo, a misura del proprio desiderio. Di questa immagine di Dio deve farsi portatrice la chiesa, che deve allora diventare spazio di libertà e di amore, luogo accogliente dove la comunità cristiana si ritrova per celebrare la festa del Risorto. Il lieto annuncio del Regno che viene, pur tra le difficoltà di una vita ancora attraversata dalla sofferenza e dalla morte, non può che riflettersi nella gioia del ritrovarsi insieme per camminare incontro al Signore.
Il libro di don Giuliano Palizzi, che si avvale del contributo di Mario Metti, presidente dell’associazione Mamre, che con le sue domande provocatorie fa da significativo contrappunto agli interventi dell’autore, è un importante strumento per accostarsi a una visione serena e insieme esigente della proposta evangelica. Il linguaggio sciolto e vivace e la limpidezza delle argomentazioni ne rende oltremodo piacevole l’accostamento, e fa di esso un testo destinato a un’ampia fascia di lettori.
GIANNINO PIANA

