La ritmicità dei testi è ad ogni modo contenuta all’interno di una misura che connota maggiormente tale produzione. Anche quando si evidenziano tratti o eventi mitologici (nella eponima sezione) lo stile non esce da una sua precisa dimensione e anzi ne acquista sotto il profilo dell’eleganza espressiva. A volte i versi si prefigurano in poemetti dove la contiguità di estesi elementi si integra e in effetti crea ‘storie’ o descrizioni.
Le anafore tuttavia (es. Sessanta olive nere) non istituiscono un ‘meccanismo’ ma colgono a ogni fase le intuizioni peculiari che nascono dalla fantasia. La natura deve sottostare a una volontà che a sua volta si trova nel dubbio o di fronte a una scelta: alla fine la natura prevarrà? “Nella gora putrida d’acqua | frammenti dell’uomo digitale” (p. 148). Sarebbe interessante porre un raffronto tra il Mosi scrittore e il Mosi poeta.
Luciano Nanni

