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Le tue poesie descrivono gli effetti di una separazione e il profilo della solitudine. Non è facile addentrarsi lungo questi sentieri impervi per raccontarli in modo efficace - “chiamare la sofferenza per nome” - e in forma di poesia. Nel caso del tuo libro, però, il tentativo mi pare ben riuscito, soprattutto laddove utilizzi le figure della fisica in chiave simbolica, come in 'Equilibrio instabile' o in 'Lezione di fisica' per l'appunto. Di più: la realtà fisica genera la biologia e quello che siamo anche se, dal mio punto, di vista tutto è frutto di un Mistero che piano piano si lascia conoscere; mistero che è anche nelle corde di ogni essere umano.


CorrSeraBresciaOTTAVIANO E LA BRESCIA FIAMMINGA

Il libro del giornalista descrive una città dai colori vivi, dolce e malinconica

Una punta del compasso sulla Pallata, dove una vecchina vende al suo banchetto tre limoni per dieci lire, mentre l’altra traccia una circonferenza che include piazza Rovetta, San Faustino, il Carmine e la Pace. Questo il cerchio magico dell’infanzia di Alberto Ottaviano, che è anche l’infanzia di una Brescia che ancora negli anni 1948-1957 stava in gran parte dentro la cerchia della mura antiche, come direbbe Dante. Quelli fatti rivivere attraverso il vissuto fissato indelebilmente nella memoria e nel cuore del bambino poi adolescente, divenuto giornalista e scrittore, sono anche gli anni in cui nella città povera del dopoguerra si avvertono presagi del boom, di una svolta economica e sociale ma anche antropologica e morale. Circolano ancora il furgoncino che avverte con la trombetta dell’arrivo del ghiaccio a stecche, e il gelataio che pigia sui pedali del suo carrettino, però la vacanza non si fa più presso i conoscenti di Caino ma in Romagna, dove si può provare il primo batticuore per una tedeschina, mentre «Lascia o raddoppia» riempie i bar e le sale cinematografiche. L’asse su cui gira questo mondo circoscritto è corso Mameli, dove abita l’autore, in una casa a due passi dalla Pallata. Altro fuoco della narrazione è la sartoria militare del padre in contrada del Carmine, con i mille cassettini pieni di stellette e mostrine per divise d’ordinanza e fuori ordinanza.

 


RaiNewsBlogDalla prefazione di Claudio Damiani

Alessandra Palombo ha la capacità di ingabbiare le cose e farle apparire. E’ una magia perché l’oggetto prima invisibile, poi esce fuori dal cappello come una colomba.
Nella poesia le parole sono sempre “costrette”, nel verso, nella forma, nella metrica. Alessandra le costringe ancor più, come quando scrive tautogrammi, ossia testi in cui le parole sono costrette a cominciare tutte con una stessa lettera.
Questi “Mestieri” non sono tautogrammi, ma caso mai epigrammi, brevi poesie che racchiudono un quadretto, un personaggio incorniciato, ingabbiato nel suo mestiere. Tra mestiere e personaggio c’è una fusione totale, una commistione inestricabile, e proprio per questo non c’è alcun bisogno che anche le parole vengano costrette, e possono dunque cominciare con la lettera che vogliono.


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Gennaio 

Nell’ora del tramonto anche i pesci, 

per un istante, smettono di nuotare. 

È terra sospesa, impotente. 

È mondo arreso, indolente. 

Sei tu che ancora vivi: 

ogni istante conserva una via di fuga, 

osserva con attenzione. 

E talvolta io vorrei, 

vorrei tu fossi silenzio. 

Luca Pizzolitto

da Una disperata tenerezza

(Giuliano Ladolfi Editore) 


filosofia coverCollocandosi sul piano dell’antropologia filosofica, chiave d’accesso e metodo pri- vilegiato per porre in termini non riduttivi la domanda circa il proprium della festa, Francesco Russo delinea, in questo breve saggio, i tratti costitutivi di uno degli esistenziali più caratteristici del soggiorno storico dell’uomo: il festeggiare quale dimensione universale dell’esperienza. Rifiutando di situare la sua indagine su un piano meramente descrittivo, l’autore del testo che andiamo ad analizzare ritiene necessario porre la questione in termini più radicali, tracciando così un percorso che dalla fenomenologia punta decisamente in direzione dell’ermeneutica. Un’ana- lisi puramente statistica o sociologica, infatti, non accederebbe, ad avviso dell’A., al livello più interessante e fondativo di simile problema, fin da subito collocato tra i più seri e vitali del tessuto sociale ed esistenziale di ogni umana convivenza.

 


ALESSANDRA PALOMBO, Mestieri, Giuliano Ladolfi Editore, Borgomanero 2014

Alessandra Palombo, presenza culturale e poetica molto viva nel contesto elbano, ci offre ora , da poco pubblicato, un nuovo libro di poesia, nel quale - sintetizza sagacemente il prefatore Claudio Damiani - «ci parla di un tempo passato, tempo della sua infanzia, quando girava da una bottega all’altra» e incontrava artigiani, commercianti, ma anche impiegati, maestre. «Li vedeva da bimba questi personaggi e ne rimaneva incantata.

Perché nella loro divisa, nella loro colorata cornice erano come delle maschere (il fabbro ‘teneva guanti neri  / e una maschera sugli occhi a difendersi dal fuoco’). E tanto più erano mascherati dal mestiere che facevano, tanto più erano espressivi e liberi nel volto e nei modi». Erano tempi «in cui i mestieri erano veramente mestieri, ricoprivano e ingabbiavano tutta un’esistenza».


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Corso Roma 168

28021 Borgomanero (NO)

Tel. +39 0322 835681

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