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"Anima nuda" è la prima raccolta di poesie di Maria Grazia Coianiz, un'opera nata dall'esigenza della poetessa di fare ordine in se stessa e di condividere questo "equilibrio trovato".
La dedica è di per se stessa una confessione - guida: "A me stessa / perché rileggendo la mia vita / ho imparato / ad amarmi un poco".

"A me stessa" è l'affermazione di come I'opera sia un dono di se stessa a se stessa , "perché rileggendo la mia vita'' è il cammino di valutazione della propria esistenza, fulcro dei versi, " ho imparato / ad amarmi un poco" è il confessare come la poesia siaper Coianiz analisi e scoperta del proprio Io.


PiaceriLetterHo letto questo libro con enorme curiosità. Subito mi ha conquistato la sua presentazione dato che il blu è anche il mio colore preferito: dunque non c’era modo migliore per vincere la mia superficiale titubanza. Poi mi sono immersa nella lettura così tanto e così a fondo in modo spontaneo e naturale, dolcemente indotta da una narrazione invitante, da perdermi completamente nella storia e portarmene il ricordo della sera prima o pensare al seguito anche l’indomani al lavoro. Le mie sono solo sensazioni che come tali sono personalissime e che avrei piacere di vedere condivise.  E’ scritto molto bene da una ragazza giovanissima ma straordinariamente a proprio agio e all’altezza di dar forma ad un’opera compiuta, ad un progetto letterario definito dove nulla è lasciato al caso. Il motivo del vestito blu che apre e chiude il libro esprime compiutamente questo concetto.


SemicerchioLogoNel linguaggio sportivo, ‘falsa partenza’ indica un’infrazione compiuta da un atleta, che anticipando il segnale del giudice di gara, parte prima degli altri e per tale motivo incorre nell’immediata squalifica. La Falsa partenza di Guido Mattia Gallerani raccoglie, con sottile ironia paratestuale, il disincanto della sconfitta, «l’urgenza / irresistibile del corridore / di scattare primo al via», traducendola in una programmatica dichiarazione di non esistenza: «Io sono quello che volete che sia / e non per niente nessuno mai / sospetta del mio accento. // [...] Perché io non esisto se non inseguito / da un vostro evento».


Per una volta, a parlare di fede non è stato un prete o una suora, ma un laico. Sabato pomeriggio Mario Metti, presidente di Mamre onlus, ha presentato il libro “Rivisitare la fede... insieme” da lui curato insieme al teologo Giannino Piana. E' successo a Borgomanero in corso Roma, durante il “Ladolfi Editore Festival 2”. “La fede - ha detto Metti - è il fondamento dell'esperienza cristiana. E' l'adesione, da parte delle persone, all'amore di Dio, padre e madre esigente, ma affettuoso. Lui ci ama in modo incondizionato”.

Il responsabile della casa di accoglienza per donne in difficoltà “Piccolo Bartolomeo” s'è poi soffermato sul contenuto del volume, secondo capitolo di una trilogia sulle virtù teologali che si completerà in autunno con una pubblicazione sulla carità. Metti, in particolare, ha parlato dell'intervista a padre Alex Zanotelli in cui il direttore della rivista “Mosaico di pace” ha illustrato la sua esperienza in mezzo ai poveri nella baraccopoli di Korogocho, in Kenya, e quella che sta vivendo nel rione Sanità di Napoli.


SR Febbraio 12In Maestri e compagni (Passiglì, Firenze 1984) Norberto Bobbio, ricordando l'amico Aldo Capitini, cosi si esprimeva: «Non posso non andare con la mente alle parole di Nietzsche: “Che cosa è il filosofo? Al di là delle scienze: liberazione dalla materia. Al di qua delle religioni: liberazione dagli dei e dai miti”. Ovunque il sistema filosofico, qualunque esso sia, si dissolve, tornano alla ribalta affrontandosi o alleandosi l'al di qua delle Scienze e l'al di là della religione, il sistema astratto e l'antisistema, l'intellettualismo e irrazionalismo.


TerzaSecondo gli antichi Egizi l'universo è sorto dalla masturbazione di un dio: la poesia assomiglia a questa gestazione anomala per cui la solitudine della parola accesa di incanti immaginari diventa fonte di piacere, procreazione e propagazione di un verbo autorevole in cui si flette, attraverso i rivoli infiniti dei versi, il brivido dell'emozione. I libri andrebbero scritti sulle pareti di piramidi indistruttibili piuttosto che su fogli che il vento sparpaglia o il fuoco annienta. Gregor Ferretti (a fianco nella foto di Daniele Ferroni) è un giovane poeta ravennate che come un Edipo davanti alla Sfinge mi dice: "La mia vita è un problema di parole".


  1. Intervista a Giorgio Anelli su Castalide Il Portale Della Poesia
  2. Album Serale (Marina Cvetaeva) su IL MANIFESTO
  3. LA CASA EDITRICE “GIULIANO LADOLFI” RACCOGLIE 70.000 EURO PER LA PEDIATRICA DELL’OSPEDALE DI BORGOMANERO
  4. Giorni Terrestri (Marina Cvetaeva) su Alfa+

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