Come un sogno che diventa realtà: per Giorgio Anelli, poeta e scrittore di Gallarate, l'uscita del suo primo libro è soprattutto il coronamento di una vita dedicata al mondo della scrittura. Presentato giovedì sera al centro giovanile familiare Giovanni Paolo II di fronte ad una sala gremita di gente, il testo, dal titolo "Parole che si infiammano tra le inquietudini della vita” proprio la rappresentazione dell'esistenza umana, in ogni sua sfaccettatura, raccontata attra verso lettere ad amici, poesie e citazioni. Su questo tema, un ruolo fondamentale viene attri buito ai diversi modi di comuni care, che nella società moderna hanno un po' ucciso quello che è il vero significato della relazio ne: «L'obiettivo di questo testo è soprattutto quello di ritrovare il modo di relazionarsi con le altre persone», rivela l'autore ospite del centro culturale Tommaso Moro.


«Fortunatamente il sapere filosofico riesce a sottrarsi alla morsa dell'epistemologia che lo vuole cristallizzare in una definizione priva di sviluppi e di rapporti» (p.6). La filosofia come approccio all'esistenza, come ricerca teorica sì, ma con applicazioni più che mai pratiche. Stefano Cazzato, docente di filosofia nei licei da più di vent'anni e collaboratore con giornali e riviste,sottolinea lucidamente, sulla scia di Deleuze, quanto effettivamente la filosofia non sia un sapere unico, ma un sapere che si ramifica e si trasforma: «a volte colonizzando altre discipline, altre volte arrendendosi ad esse, molto più spesso contaminandosi e imparentandosi»(ibidem).
Gli ablativi assoluti scontano una loro particolare solitudine. Sono “sciolti”, fanno costrutto a sé, nemmeno sono imparentati con il flusso principale del discorso, qualsiasi esso sia. Esprimono spesso un “a priori”, qualcosa che è fondante e di cui insieme si può fare a meno, ma che necessita poi di una propria “destinazione”, o destino; l’ablativo assoluto metafora dell’individuo. Questo il senso del titolo della silloge che al suo interno si divide in tre parti.